Discussione:
Natale: tempo di racconti di fantasmi
(troppo vecchio per rispondere)
+++ATH0
2015-12-19 14:15:07 UTC
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Raw Message
Quanti qui dentro in questo tempo (specialmente) indugiano con in mano
un volume di M. R. James o J. S. Le Fanu come amo fare io?
Suggerisco anche Ambrose Bierce, Henry James, Dickens, e, nientepopodimenoche
A. Conan Doyle ...
Non ditemi che il gusto per i classici racconti di fantasmi e' morto ...

Ciao
--
Bad command or file name. Bad, bad command! Sit! Stay! Staaaay...
Lutrin
2015-12-19 14:50:40 UTC
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Raw Message
Post by +++ATH0
Non ditemi che il gusto per i classici racconti di fantasmi e' morto ...
[...]
certamente no

Doyle che, iunvenzione di sherlock holmes a parte, dicono, prendendo a
modello un suo insegnante di medicina, non è mai stati un eminente autore
caoace di "bisegar nell'anima" (avrebbe detto il Goldoni, e ripetuto il
Casanova nella celeberrima satira contro l'abbate Chiari)

ha in effetti scritto uno spassosissimo e originale (per quei tempi
soprattutto) racconto ironico sui fantasmi

LA SCELTA DEL FANTASMA

con omaggio a Edgar Allan Poe incluso (il "raggelasangue americano")

che svetta su moltissimi altri

per il resto l'autore che preferisco è Fitz-James 'O Brien (alòcuni
racconti sui fantasmi del quale si possono leggere nella collana
centopaginemillelire newton compton nel cofanetto:

FANTASMI & FANTASMI, A CURA DI PILO E FUSCO

o singolarmente

Le Fanu et al., Fantasmi irlandesi, a cura di G. Pilo e S. Fusco. Vol. n.
182

cercateveli su comprovendolibri.it se magari foste interessati

altro autore notevole per me è William Hope Hogdson coi racconti della
serie di Carnacki uno dei quali si può leggere in questo volume sempre
della collana centopaginemillelire

AA.VV. - Gli indagatori dell'incubo

e molto ben tradotto
--
Puppy Linux wiki: http://dokupuppylinux.info
Puppy Linux Forum: http://www.italianpuppy.org/
Windows me genuit, Ubuntu rapuere / tenet nunc Puppy Linux...
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rawmode
2015-12-20 23:24:24 UTC
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Raw Message
"Lutrin"
Post by Lutrin
LA SCELTA DEL FANTASMA
con omaggio a Edgar Allan Poe incluso (il "raggelasangue americano")
che svetta su moltissimi altri
vabbe', svetta..e' in realta il capostipite del genere,
anche se pochi sanno che Bierce lo precede almeno
cronologicamente ed e' essenzialmente diverso, nel
senso dell'ironia, che invece al maestro, a quanto ricordo
mancava del tutto! Mi ricorco di un terribilissimo racconto
che deve essere proprio di Bierce, che ora io dovrei
raccontarvelo!!?:)
Ma e' solo un lampo, un'idea...si tratta di un signore
comodamente sprofondato nella sua poltrona, nella penombra
(stavo scrivendo pen'ombra!) del suo studio.
E a un certo punto nota due puntini che sembrano fissarlo...
E da qui comincia il racconto silenzioso monotono e
freddo....si avvete il senso del sudore alle tempie.
Alla fine, muore stroncato dal terrore.
I due punti fissi che lo osservavano erano gli occhietti
di un serpente di pezza buttato li' a terra!
rawmode
2015-12-21 12:26:28 UTC
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Raw Message
"rawmode"
Post by rawmode
I due punti fissi che lo osservavano erano gli occhietti
di un serpente di pezza buttato li' a terra!
E allora non dite niente!? Certo il racconto
ve l'ho rovinato per sempre!!:)) Se mai ci foste
arrivati, ma pensavo, questo e' uno di quei casi
dove l'idea vale piu' del racconto..
Sono antologiche quelle del maestro infatti, cioe'
di Poe...rimaste del tutto contemporanee e sempre
attuali, nei trattai di criminologia..anzi piu' che altro,
dei criminali stessi.E non ancora recepite, devo dire...
Visto che i telegiornali ci informano sistematicamente
dell'orrore(pensi ci sia bisogno di libri)
Che io oggi l'ho scritto gia' con una e due "b"!!
Preferibilmente ad ora di pranzo mentre ingolli
il primo boccone, ti informano dei bimbi siriani..
Naaa...
la letteratura non ce la puo' piu', rispetto alla realta'!

Buon appetito...
rawmode
2015-12-21 13:54:54 UTC
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Raw Message
"rawmode"
Post by rawmode
la letteratura non ce la puo' piu', rispetto alla realta'!
Buon appetito...
Dunque devo concludere la trilogia, con un colpo di
scena: sei tu lo spettro!
E impiegherai molto a spiegarmi di no, io intanto ti ho indirizzato
correttamente. Perche' e' inutile che perdi tutto il tempo che altri
hanno gia' perso. I fantasmi non sono letteratura!!:))
Ma ne sie pieno saturo fin dalla radice dei capelli.
Ovvero dove nascono le tue idee.
Siete degli zombi(cit)
ma non ci credete...

E allora leggi il racconto dello sciamano...

.........



Quelli che volano, oscure ombre di fango parassite, predatori alieni

Gli sciamani toltechi scoprirono la presenza di esseri oscuri posti
direttamente sullo sfondo del campo energetico umano e per questo
difficilmente individuabili. Gli stregoni videro che questi esseri oscuri si
cibavano della lucentezza della consapevolezza di ogni individuo,
riducendone sempre di più la patina luminosa. Le entità oscure sono
particolari esseri inorganici, coscienti e molto evoluti e poiché si muovono
saltellando o volando come spaventose ombre vampire furono chiamati los
Voladores, ovvero quelli che volano.

Don Juan: «Sei arrivato, e con le tue sole forze, a ciò che per gli sciamani
dell'antico Messico era la questione suprema. Per tutto questo tempo non ho
fatto che menare il can per l'aia, insinuando in te l'idea di un qualcosa
che ci tiene prigionieri. Ed è davvero così!» Carlos: «Perché questo
predatore ci avrebbe sottomessi nel modo che stai descrivendo, don Juan?
Dev'esserci
una spiegazione logica.» Don Juan: «Una spiegazione c'è ed è la più semplice
che si possa immaginare. I predatori hanno preso il sopravvento perché siamo
il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza
pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie.» (1)







I Voladores si nutrono solo di un determinato tipo di energia e, come
vedremo, noi produciamo molta di quella energia. Questo ci fa essere le
prede ideali da mungere quotidianamente. Il danno energetico che questa
azione predatrice ci arreca è immenso. Siamo esseri magici dotati di
possibilità infinite condannati a brandelli di consapevolezza: i Voladores
consumano regolarmente la patina luminosa - che torna a crescere per sua
natura - e come impeccabili giardinieri tengono l'erba rasa sempre allo
stesso (misero) livello. Gli sciamani vedono che la patina di luminosità
rimastaci è una piccola pozzanghera di luce sotto i piedi, che non arriva
nemmeno agli alluci. Questa consapevolezza rimastaci è davvero poca cosa e
ci permette giusto di interagire nel mondo quotidiano fissato dalla
socializzazione, ma certo non ci dà modo di comprendere la nostra reale
situazione o di riconoscere che condividiamo lo stesso destino degli animali
che alleviamo. Come inconsapevoli schiavi ci identifichiamo nei nostri
predatori e riproponiamo i loro nefandi comportamenti con la natura in
generale inquinando, disboscando, distruggendo e «sfruttiamo noi stessi
senza ritegno i nostri animali: li mungiamo, li tosiamo, prendiamo loro le
uova e poi li macelliamo o li rendiamo in diversi modi sottomessi e
mansueti. Li leghiamo, li mettiamo in gabbia, tagliamo loro le ali, le
corna, gli artigli ed i becchi, li ammaestriamo rendendoli dipendenti e gli
togliamo poco a poco l'aggressività e l'istinto naturale per la libertà.»
(2)

Ci manca l'energia, non possiamo fare altro che specchiarci, nella
pozzanghera di consapevolezza, in un limitato e illusorio riflesso di sé,
una falsa personalità. «La coscienza delle suole rispecchia la nostra
immagine, la nostra superbia e il nostro ego, i quali alla fine non sono
altro che la nostra vera gabbia.» (3)

L'esigua pozzanghera di consapevolezza è l'epicentro dell'egocentrismo in
cui l'uomo è inconsapevolmente intrappolato. Ci hanno tolto tutta l'energia,
ma ci hanno lasciato proprio quella che ruota intorno all'Ego! E proprio
facendo leva sul nostro egocentrismo i Voladores creano fiammate di
consapevolezza che poi voracemente consumano. I predatori alimentano
l'avidità,
il desiderio smodato, la codardia, l'aggressività, l'importanza personale,
la violenza, le emozioni forti, tutti gli eccessi, l'autocompiacimento ma
anche l'autocommiserazione. Le fiamme energetiche generate da queste qualità
"disarmoniche" sono il loro cibo prediletto. I Voladores non amano invece la
qualità vibrazionale della consapevolezza, dell'amore puro, dell'armonia,
dell'equilibrio, della pace, della sobrietà. in una parola aborriscono la
qualità energetica della crescita evolutiva, e hanno ogni vantaggio nel
boicottare ogni nostro incremento di coscienza.

«La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci
promette consolazione nell'aldilà, non porta alcun vantaggio a noi stessi,
bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce
credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci
fanno cadere nella dipendenza.» (4)

Secondo don Juan sono stati proprio i Voladores a instillarci stupidi
sistemi di credenza, le abitudini, le consuetudini sociali, e sono loro a
definire le nostre paure, le nostre speranze, sono loro ad alimentare in
continuazione e senza ritegno il nostro Ego.



L'Installazione Estranea dei Voladores

Sono stati proprio i voladores a instillarci stupidi sistemi di credenza,
abitudini, consuetudini sociali, e sono loro a definire le nostre paure, le
nostre speranze, sono loro ad alimentare in continuazione e senza ritegno il
nostro Ego.

Carlos: «Ma come ci riescono, don Juan? Ci sussurrano queste cose
all'orecchio
mentre dormiamo?» Don Juan: «Certamente no. Sarebbe idiota! Sono
infinitamente più efficienti e organizzati. Per mantenerci obbedienti,
deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un'operazione stupenda,
naturalmente dal punto di vista dello stratega. Orrenda nell'ottica di chi
la subisce. Ci hanno dato la loro mente!

CI HANNO DATO LA LORO MENTE!

Mi ascolti? I predatori ci hanno dato la loro mente che è la nostra. La
mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal
timore di essere smascherata. Benché tu non abbia mai sofferto la fame, sei
ugualmente vittima dell'ansia da cibo e la tua altro non è che l'ansia del
predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il
nutrimento gli sia negato. Tramite la mente che, dopotutto, è la loro, i
predatori instillano nella vita degli uomini ciò che più gli conviene. Le
nostre meschinità e le nostre contraddizioni sono il risultato di un
conflitto trascendentale che affligge tutti noi, ma di cui solo gli sciamani
sono dolorosamente e disperatamente consapevoli: si tratta del conflitto
delle nostre due menti. Una è la nostra vera mente, il prodotto delle nostre
esperienze di vita, quella che parla di rado perché è stata sconfitta e
relegata nell'oscurità. L'altra, quella che usiamo ogni giorno per qualunque
attività quotidiana, è una installazione estranea.» Carlos: «Ma se gli
sciamani dell'antico Messico e quelli attuali vedono i predatori, perché non
fanno nulla?» Don Juan: «Non c'è nulla che tu e io possiamo fare se non
esercitare l'autodisciplina fino a renderci inaccessibili. Ma pensi forse di
poter convincere i tuoi simili ad affrontare tali rigori? Si metterebbero a
ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a
morte. Non perché non ti credano. Nel profondo di ogni essere umano c'è una
consapevolezza ancestrale, viscerale, dell'esistenza dei predatori.» (1)



Non c'è da meravigliarsi dunque del fatto che i bambini hanno spesso paura
di demoni, mostri, spiriti o strane ombre (l'Uomo Nero) che secondo loro si
nasconderebbero sotto il letto, dietro le porte, negli armadi, etc. I
bambini piccoli vedono e solo quando hanno raggiunto una certa quota di
socializzazione smettono di vedere, e ciò che prima era visibile si
manifesta come inconscia presenza, come inquietudine, paura, disperazione,
depressione.

«La mente di quello che vola non ha rivali. Quando si propone qualcosa non
può che concordare con se stessa e indurti a credere di aver fatto qualcosa
di meritevole. La mente di quello che vola ti dirà che qualsiasi cosa dica
Juan Matus è solo un mucchio di sciocchezze e quindi essa stessa concorderà
con la sua affermazione, "ma certo, sono sciocchezze" dirai tu. È così che
ci sconfiggono.» Don Juan Matus (2)

Il recente film The Matrix dà forma in maniera efficace a queste tematiche
castanediane: il Tonal dei toltechi - ovvero il mondo quotidiano frutto
della socializzazione e mantenuto dall'attività della mente - è Matrix, una
terrificante trappola che consente a delle entità (in questo caso macchine)
di depredare l'energia degli esseri umani. I pensieri che attraversano la
nostra mente sono certamente "nostri", ma la mente, attraverso la
socializzazione, ne dirige il percorso in modo tale che essi sono "liberi"
non più di quanto lo sia un treno su delle rotaie. I dati sensoriali sono i
nostri, ma il software che guida il pensiero è estraneo.



Il pensiero ricrea costantemente il mondo così come lo vediamo (o meglio,
così come ci è stato insegnato a vederlo. Fermare il pensiero per gli
sciamani toltechi significa "fermare il mondo" e vedere le cose come sono
veramente: pura energia.
Don Juan spiega che gli sciamani possono sconfiggere l'installazione
estranea attraverso una vita di impeccabilità (uso strategico dell'energia)
perché la disciplina strema in modo incommensurabile la mente aliena. La
disciplina e la sobrietà sono qualità della consapevolezza che rendono la
patina di splendore dell'uovo luminoso sgradevole al gusto dei Voladores.
Ogni volta che si interrompe il dialogo interiore e si entra nel silenzio
interiore si affatica la mente del predatore in modo così insostenibile che
l'Installazione Estranea fugge. Successivamente essa ritorna, ma indebolita.
Attraverso ripetuti stati di silenzio interiore l'Installazione Estranea
prima o poi viene sconfitta e non torna.

Ogni volta che si interrompe il dialogo interiore, il mondo così come lo
conosciamo collassa e affiorano aspetti di noi del tutto straordinari, come
se fino a quel momento fossero stati sorvegliati a vista dalle nostre
parole. Don Juan sostiene che il giorno in cui la Mente Estranea ci
abbandona è il giorno più triste e difficile, poiché siamo costretti a
contare solo sulle nostre forze e non c'è più nessuno a dirci cosa dobbiamo
fare. Dopo un'esistenza di schiavitù, la nostra vera mente è molto debole e
insicura e deve ritrovare la



La Libertà e il Vivere consapevolmente nel Momento Presente

La via tolteca fornisce agli amanti della libertà tantissime tecniche
pratiche per uscire dalla prigione della vita quotidiana, dalla schiavitù
della socializzazione. Oltre a quanto già considerato attraverso le arti
dell'Intento, dell'Agguato e del Sognare, gli sciamani praticano la
Ricapitolazione e i Passi Magici (la Tensegrità).

LA RICAPITOLAZIONE è la tecnica respiratoria e di rievocazione per
recuperare tutte le energie perdute nelle infinite situazioni e negli
innumerevoli incontri della nostra vita e per abbandonare le energie
tossiche che tali situazioni o persone hanno lasciato in noi.

LA TENSEGRITA' è l'eredità dei Passi Magici che gli antichi stregoni ci
hanno lasciato. Attraverso moltissime sequenze di movimenti possiamo
attingere alle energie dell'universo e invocare la forza dell'Intento in
noi. Questo ci ridona forza, sobrietà, salute e determinazione. E di tutto
questo abbiamo un gran bisogno, perché c'è da lottare più che mai con le
proprie risorse e attraverso un atteggiamento di presenza in un momento
storico delicatissimo che appare come una svolta epocale. Carlos racconta:

«Il predatore che don Juan mi aveva descritto e che avevo visto non aveva
nulla di benevolo. Era immensamente grande, osceno, indifferente. Avevo
percepito con chiarezza il disprezzo che provava nei nostri confronti. Non
c'era
da dubitare che tanto tempo addietro quelli della sua specie ci avessero
schiacciati, rendendoci deboli, vulnerabili e docili. Mi sedetti e piansi
fino a non poterne più. Ma non era per me stesso che piangevo. A difendermi
dai predatori avevo la mia collera, il mio inflessibile intento. Piangevo
per i miei simili.» (1)







Lo studioso tolteco Norbert Classen ci ricorda che se «ci vogliamo
effettivamente liberare dai voladores e da quella parte dell'intelletto che
non è nostra, dobbiamo cominciare dal falso dualismo del nostro Ego, dallo
specchiarci nella pozzanghera di consapevolezza, e ritornare a osservare il
mondo per quello che è, cioè pura energia, che non è né buona né cattiva. Se
riusciamo in questo, potremo riconoscere che oltre il velo del conosciuto e
degli stretti confini del quotidiano ci attende un universo immenso e
meraviglioso. Certo è un universo predatorio con voladores e uomini
altrettanto rapaci, ma questa constatazione non significa il dover
giudicare; mette anzi noi, i voladores e tutto ciò che esiste su uno stesso
piano. Solo se ci liberiamo dallo spirito di schiavitù e dallo schema fisso
"carnefice-vittima" abbiamo davvero una chance di riguadagnare la nostra
libertà - una chance di libertà dai dettami impostici dai voladores, dallo
specchio del narcisismo, dagli obblighi della realtà quotidiana e dalla
fissazione del Punto d'assemblaggio. Se ci disfiamo del giudizio dualistico
e consideriamo gli avvenimenti che ci accadono non più come maledizioni e
ricompense, ma come promettenti sfide, abbiamo mosso il primo passo sulla
via che ci può portare fuori dalla prigione del nostro Io abituale: la Via
del Guerriero.» (2)

La visione tolteca del mondo si configura dunque come un vasto interessante
paradigma alternativo sia alla visione del mondo occidentale che a quella
orientale. Uno sciamano saggio incarna le doti della pragmaticità e della
fluidità e sapendo che nessun paradigma rappresenta la verità assoluta è
libero di cambiare sistema a piacere, a seconda di ciò che ogni situazione
richiede. Paradigmi diversi non sono per lui concepiti come antagonisti,
minacciosi o sbagliati, ma semplicemente come diversi punti di vista.

Questa breve introduzione al mondo magico degli Sciamani Toltechi vuole
essere un invito alla libertà e non può che concludersi con le parole di don
Juan, uomo di conoscenza estremamente evoluto e libero, vero, impeccabile
maestro:

«Per consentire alla magia di avere presa su di noi, non dobbiamo fare altro
che bandire ogni dubbio dalla nostra mente. Una volta eliminati i dubbi,
tutto diventa possibile.» (3)

«Una volta raggiunto il silenzio interiore, tutto diventa possibile.« (4)
En Bertran De Born
2015-12-21 16:35:51 UTC
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Raw Message
Post by +++ATH0
Quanti qui dentro in questo tempo (specialmente) indugiano con in mano
un volume di M. R. James o J. S. Le Fanu come amo fare io?
Suggerisco anche Ambrose Bierce, Henry James, Dickens, e,
nientepopodimenoche A. Conan Doyle ...
Non ditemi che il gusto per i classici racconti di fantasmi e' morto ...
Ciao
Io suggerisco anche Algernon Blackwood.
The empty house: and other ghost stories
https://archive.org/details/emptyhouseotherg00blacrich
--
http://www.flickr.com/photos/bertran_de_born/
http://www.anobii.com/014191e45d3673800e/books
+++ATH0
2015-12-26 08:28:24 UTC
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Raw Message
Post by En Bertran De Born
Io suggerisco anche Algernon Blackwood.
The empty house: and other ghost stories
https://archive.org/details/emptyhouseotherg00blacrich
Sottoscrivo.
E rileggendo il thread mi e' venuta voglia di riprendere
pure il quasi dimenticato (da me ma non solo temo)
E. F. Benson. Ho un volume curato dai soliti Fusco e Pilo
della Newton dedicato solo i racconti di fantasmi.
Praticamente non li ricordo quasi piu' :-) ma mi e' rimasta
una vaga impressione molto favorevole ...

Ciao
--
Bad command or file name. Bad, bad command! Sit! Stay! Staaaay...
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